giovedì 17 gennaio 2013
venerdì 28 dicembre 2012
Che mondo è?
Due anni fa, nel corso “teorie e tecniche
della comunicazione” della IUL,
ci è stato chiesto di analizzare questa
pubblicità:
Oltre all’etica e all’opportunità nella
scelta del testimonial,
ci siamo anche chiesti:
“Che mondo sarebbe”,
se a disporre di tutta la tecnologia possibile,
non fosse un personaggio del calibro di Gandhi ma altri?
ci siamo anche chiesti:
“Che mondo sarebbe”,
se a disporre di tutta la tecnologia possibile,
non fosse un personaggio del calibro di Gandhi ma altri?
Ecco, forse in questi giorni, possiamo
capirlo e per fortuna non si tratta dei personaggi,
a lui coevi, che avevamo immaginato.
a lui coevi, che avevamo immaginato.
Un possibile commento:
“Il Trònfero s’ammalvola in verbizie
incanticando sbèrboli giocaci
sbramìna con solènnidi e vulpizie
(…)
Più raro più sinferbo più merconio
il Plòcrate dagli occhi a dragonetti
scocolla barcoluto …”
e prosegue in modo più calzante.
Continuate a leggere, la poesia è:
Via Veneto di Fosco Maraini
venerdì 29 giugno 2012
Chiamale, se vuoi, emozioni...
Il codice atlantico
Mi è piaciuto il libro: "Parola e immagine - storia di due tecnologie", di Francesco Antinucci, in cui si tratta della nascita, delle unioni e delle alterne separazioni di testo e immagine, sino all'attuale riunificazione delle medesime nel "modo virtuale".Aprono i diversi capitoli i personaggi della storia: lo sciamano che dipinge nella grotta paleolitica, lo scriba sumerico che introduce un sistema di segni, Papa Gregorio Magno, che intuisce l'importanza delle immagini, Leonardo Da Vinci, pittore, Muybridge, inventore della fotografia veloce e Ivan Sutherland per la realtà virtuale.
Il settimo capitolo, introdotto da Leonardo che posa la penna e si sgranchisce la mano, è il mio preferito.
L'autore immagina il genio del Rinascimento italiano in una notte di giugno, intento a scrivere il Trattato sulla pittura.
Tre anni fa in occasione dell'esposizione del S. Giovanni, a Milano, ho trascinato i colleghi a Palazzo Marino inaugurando così una buona abitudine: l'uscita didattica per insegnanti.
Buona abitudine per diversi motivi:
- si fanno esperienze comuni
- si condividono emozioni
- si arricchisce la mente e lo spirito
- si sviluppa spirito di squadra
- allargare i propri orizzonti è sempre positivo!
Federico Borromeo, cardinale di Santa Romana Chiesa a soli ventitre anni, fondò la Biblioteca nel 1609 "per un servizio universale"- cita l'atto di fondazione- e, "cosa singolare che in questa libreria, eretta da un privato, quasi tutta a spese sue, i libri fossero esposti alla vista del pubblico, dati a chiunque li chiedesse, e datogli anche da sedere, e carta, penne e calamaio per prendere appunti che gli potessero bisognare; mentre in qualche insigne biblioteca pubblica d'Italia, i libri non eran nemmen visibili, ma chiusi in armadi...
Dimodoché arricchir tali biblioteche era sottrar libri all'uso comune: una di quelle coltivazioni, come ce n'era e ce n'è tuttavia molte, che isteriliscono il campo."
Scriveva A. Manzoni ne: "I Promessi Sposi", parole attuali come non mai...
Successivamente la arrichì di opere d'arte.
Siamo fortunati e in una delle prime sale possiamo ammirare la mostra di Brueghel: Rizomata, parola greca che significa radici, usata da Empedocle per indicare i quattro elementi che costituiscono l'universo ovvero il fuoco, l'aria, la terra e l'acqua.
Questi quattro quadri sono riuniti per la prima volta da quando forono sequestrati dal commissario di guerra di Napoleone e trasferiti al Louvre, che in seguito trattenne l'Aria e la Terra (visibili fino al primo luglio), restituendo poi gli altri due.
La visita si snoda tra capolavori eccelsi di pittori famosi tra cui Canestra di frutta del Caravaggio, Vecchio uomo con armatura del Tiziano, opere del Luini, del Veronese e molti altri.
Bellissimo il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, si possono ammirare i tratti del disegno e scoprire quali personaggi siano stati aggiunti in un secondo momento solo sull'affresco.
Il Genio si fa attendere e prima possiamo ammirare manoscritti autografi del Boccaccio, incunaboli e alcune delle prime versioni stampate del Decamerone.
Il fascino dei libri è, per me, senza tempo.
Prima di accedere alla biblioteca passiamo attraverso la Sala Leonardi con il Musico, la Duchessa del Cardinale- opere di Leonardo-, la copia del S. Giovanni di G. Caprotti detto il Salaì, una riproduzione dell'Ultima cena che stanno realizzando sotto i nostri occhi, a memoria futura.
Eccoci nella sala appositamente oscurata, che ospita il Codice Atlantico, così chiamato per le dimensioni dei fogli tipico dell'atlante, raccolti nel tardo cinquecento dallo scultore P. Leoni.
Ora, gli scritti sfascicolati, sono visibili al pubblico fino al 2015 in una serie di mostre tematiche.
E a pochi millimetri dai nostri occhi, ecco la famosa grafia speculare di Leonardo!
Tutti abbiamo visto qualche sua opera ma questa è una cosa completamente diversa; è frugare tra i suoi scritti, cercando di seguire il fluire dei suoi pensieri, stupendoci per la precisione di mappe, borghi e castelli, disegnati con pochi tratti ma tali da poter essere distinti uno dall'altro.
E' guardare da vicinissimo i suoi studi sul moto e i molti progetti ingegneristici, immaginando la sua mano che lascia una traccia sul foglio.
Cerchiamo in qualche modo di capirne la scrittura ma per noi profani non è semplice e siamo contenti quando qualche parola si svela ai nostri occhi.
Testi e immagni si integrano e perfezionano a vicenda testimoniando la vastità degli interessi e l'unità del suo sapere mosso dalla curiosità e dalla continua ricerca, manifestazione della grandezza di un Uomo universale.
Mi accorgo che l'emozione di trovarsi di fronte a qualcosa di unico che travalica il tempo, non è solo mia.
A Milano presso la Veneranda Biblioteca Ambrosiana
e Sacrestia del Bramante
12.06.2012-09.09.2012: Anatomia dell'uomo e della terra
11.09.2012-09.12.2012: De ludo geometrico
martedì 1 maggio 2012
VAGHE PAROLE e AMBIGUITA' VARIE
Su “la
Lettura”, inserto settimanale del Corriere della Sera, c’è un interessante articolo:
“Essere vaghi ci rende più evoluti” di Antonio Sgobba in cui si affronta il
tema della vaghezza e si presentano tre libri che di essa parlano dal punto di
vista della comunicazione, della scienza e del diritto.
Arrivo alla conclusione e leggo che se essa è
ammessa e/o auspicata nelle varie discipline,
i
rischi arrivano quando ci si sposta nel discorso politico: “Lì ci possono
essere manipolazioni e si sfocia nell’ambiguità” e i confini tra sana vaghezza
e ambiguità non sono così netti.
Ripenso
ad alcuni discorsi, sentiti ultimamente, in cui voci e protagonisti arrivano a
confondersi e a sovrapporsi e mi viene in mente, complice il maltempo, di andare a cercare il significato di alcuni
termini.
L’etimologia
ovvero il significato originario e più antico delle parole riserva sempre qualche
sorpresa.
Mi
avvalgo de: il Nuovo etimologico di
Manlio Cortelazzo e Paolo Zolli
DEMAGOGO
dal
greco δημαγωγός , composto di δῆμος
popolo e ἀγωγός , conduttore.
Le voci si sono diffuse forse attraverso il francese démagogue nel 1361 e in senso negativo dal 1790.
"presso gli antichi greci uomo di stato e oratore", av. 1573, Giannotti
"che si ispira ai metodi e ai fini della demagogia", 1797, "L'amico degli uomini" Leso
vediamo allora DEMAGOGIA: "degenerazione della democrazia; arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili", 1796 in Dardi, La forza delle parole: "Termometro politico della Lombardia"
Le voci si sono diffuse forse attraverso il francese démagogue nel 1361 e in senso negativo dal 1790.
"presso gli antichi greci uomo di stato e oratore", av. 1573, Giannotti
"che si ispira ai metodi e ai fini della demagogia", 1797, "L'amico degli uomini" Leso
vediamo allora DEMAGOGIA: "degenerazione della democrazia; arte di accattivarsi il favore delle masse popolari con promesse di miglioramenti economici e sociali difficilmente realizzabili", 1796 in Dardi, La forza delle parole: "Termometro politico della Lombardia"
... ma come già nel 1796 la Lombardia?!
POLITICA
voce
dotta dal latino politicu(m),
dal
greco: πολιτικός, aggettivo di πολίτης, cittadino, derivato di πόλις, città.
la
recente espressione politica, politicante ricalca il francese politique politicienne che sottolinea “gli aspetti deteriori e meno
nobili della politica"
“scienza e arte di governare lo stato”, attestazione av. 1294 da B. Latini.
Più interessante quella del 1618 di
Michelangelo Buonarroti il Giovane, scrittore, omonimo e nipote del più famoso
Michelangelo: “accortezza, astuzia o
furberia nell’agire o nel parlare” .
I tempi stavano già cambiando …
I tempi stavano già cambiando …
da qui
POLITICO: aggettivo “che concerne la politica, la vita sociale ma anche:
”persona che sa agire e parlare con astuzia in ogni situazione”- 1540 Francesco Guicciardini.
”persona che sa agire e parlare con astuzia in ogni situazione”- 1540 Francesco Guicciardini.
Etichette:
demagogia,
demagogo,
etimologia,
politica,
politico
lunedì 2 aprile 2012
BUONE NOTIZIE...dalla rete
Leggo, nell'edizione online di Repubblica, un articolo che fa bene al cuore : Genius Loci
sito
Ogni tanto anche la mia ostinazione a credere che le cose possano sempre cambiare in meglio, vacilla.
Poi capitano queste notizie e finalmente … mi rilasso!
sito
martedì 28 febbraio 2012
Appello
Ricevo e pubblico molto volentieri:
io l'ho fatto!
Sottoscrivi la aperta lettera all'indirizzo: http://www.agoradigitale.org/liberalizziamoilfuturo
Etichette:
economia,
futuro,
innovazione,
liberalizzazione
giovedì 16 febbraio 2012
Percorso
Finalmente ho terminato le mie considerazioni sul percorso di editing.
Ho iniziato il lavoro utilizzando open office e salvando come pagine html.
Decidendo poi di utilizzare dreamweaver, programma che i ragazzi usano per creare siti della nostra azienda simulata, ho dovuto modificare il codice html che non era ben scritto.
Per ultimo ho inserito il css nelle varie pagine di testo per avere la stessa formattazione.
Ho zippato la cartella e l'ho inserita all'interno del mio sito.
Facendo questo lavoro ho compiuto piccoli passi nella comprensione e nella scrittura del codice e ho capito che alcuni browser leggono anche html scritto male, altri no.
Quindi ho corretto e riscritto.
Fa parte del mio modo di essere, se posso sdrammatizzo, mi diverto e col tempo ho imparato a non prendermi troppo sul serio.
Questi sono i risultati...
Non so se resterà a lungo così, può essere che assuma altre forme!
Ho iniziato il lavoro utilizzando open office e salvando come pagine html.
Decidendo poi di utilizzare dreamweaver, programma che i ragazzi usano per creare siti della nostra azienda simulata, ho dovuto modificare il codice html che non era ben scritto.
Per ultimo ho inserito il css nelle varie pagine di testo per avere la stessa formattazione.
Ho zippato la cartella e l'ho inserita all'interno del mio sito.
Facendo questo lavoro ho compiuto piccoli passi nella comprensione e nella scrittura del codice e ho capito che alcuni browser leggono anche html scritto male, altri no.
Quindi ho corretto e riscritto.
Avviso ai lettori
Il tono "leggero" che ho voluto tenere non intende, in alcun modo, sminuire l'importanza del corso di editing che ho davvero apprezzato molto.Fa parte del mio modo di essere, se posso sdrammatizzo, mi diverto e col tempo ho imparato a non prendermi troppo sul serio.
Questi sono i risultati...
Non so se resterà a lungo così, può essere che assuma altre forme!
Iscriviti a:
Post (Atom)

